I pilastri dell'educazione emotiva

Competenze emozionale

Rafael Bisquerra



Intendiamo le competenze emotive come l'insieme di conoscenze, capacità, abilità e attitudini necessarie per comprendere, esprimere e regolare adeguatamente i fenomeni emotivi (Bisquerra, 2009; Bisquerra et al., 2007, 2019). Le competenze emotive sono un aspetto importante dello sviluppo integrale della persona.

Dal 1997, il GROP (Grup de Recerca en Orientació Psicopedagògica) dell'Università di Barcellona si occupa di educazione emozionale, sia nella ricerca che nell’insegnamento, con lo scopo di contribuire allo sviluppo delle competenze emotive. Esistono vari modelli di competenze emotive. Da parte nostra proponiamo un modello che integri tutti gli altri, nel frattempo vanno prese in considerazione tutte le altre proposte. È inoltre un modello in fieri che viene costruito cercando di integrare continuamente i nuovi contributi della ricerca scientifica.

Il modello che proponiamo comprende cinque grandi blocchi di competenze: consapevolezza emotiva, regolazione emotiva, autonomia emotiva, competenza sociale, e abilità per la vita e per il benessere. La figura seguente illustra questo modello, chiamato pentagonale.



La 
consapevolezza emotiva consiste nell’acquisire consapevolezza delle proprie emozioni (autoconsapevolezza emozionale) e delle emozioni degli altri (consapevolezza sociale). Questo si ottiene grazie all’osservazione delle reazioni neurofisiologiche del proprio corpo e del comportamento delle persone che ci circondano. Implica percepire, identificare e distinguere tra le varie emozioni per poterle denominare con precisione. Significa inoltre comprendere le cause delle emozioni, prendere coscienza delle interazioni tra emozioni, pensiero e comportamento; rilevare quali sono i pensieri che favoriscono determinate esperienze emotive; sviluppare la piena coscienza; prendere coscienza dell'empatia e delle emozioni morali.

Regolazione emotiva significa esprimere le emozioni in modo appropriato, sia attraverso il linguaggio verbale che non verbale. Non bisogna confondere la regolazione emotiva con la repressione. La regolazione consiste nel trovare un difficile equilibrio tra repressione e mancanza di controllo. Sono componenti importanti la regolazione dell'impulsività, la gestione della frustrazione, della rabbia per prevenire la violenza (verbale e fisica), la gestione dello stress, la capacità di rimandare il momento della gratificazione, le capacità di affrontare situazioni rischiose (istigazione al consumo di droghe, violenza, etc.), lo sviluppo dell'empatia, la resilienza, capacità di sviluppare emozioni positive , etc. Alcune tecniche concrete adatte  allo sviluppo della regolazione emotiva sono: dialogo interno, gruppo di discussione, diario emotivo, gestione dello stress, remind (rilassamento, respirazione, meditazione, mindfulness), auto-affermazioni positive; ristrutturazione cognitiva, immaginazione emotiva, attribuzione causale, etc. Lo sviluppo della regolazione emotiva richiede una pratica continua. Si consiglia di iniziare regolando emozioni come rabbia, paura, tristezza, vergogna, timidezza, senso di colpa, invidia, gioia, amore, etc.

L’autonomia emotiva è la capacità di non vedersi seriamente influenzati dagli stimoli dell’ambiente esterno. L'autonomia emotiva è un equilibrio tra dipendenza emotiva e distacco. Comprende       autoconoscenza, accettazione di sé, autostima, fiducia in se stessi, autoefficacia, automotivazione, attitudine positiva, responsabilità, analisi critica delle norme sociali, ricerca di aiuto e di risorse, empowerment. A volte si tratta di essere sensibili senza essere vulnerabili. 

La competenza sociale permette di mantenere relazioni positive con le altre persone. Le relazioni interpersonali e sociali sono intessute di emozioni. Comprendono abilità sociali di base e superiori: il rispetto, la comunicazione efficace (ricettiva ed espressiva), il lavoro di squadra, la collaborazione, la gestione dei conflitti, l’assertività, la negoziazione, la leadership emotiva, la capacità di contribuire alla creazione di un clima emotivo positivo, la capacità di condividere emozioni, il comportamento prosociale. Tutto ciò si colloca all’estremo opposto degli atteggiamenti razzisti, xenofobi o sessisti che causano tanti problemi sociali.

Le abilità per la vita e il benessere includono atteggiamenti e valori che favoriscono la costruzione del benessere personale e sociale. Comprendono la capacità di prendere decisioni orientate al successo, imparare a lasciar fluire, prendere un impegno professionale (engagement) e personale con la vita, lo sviluppo di competenze estetiche e morali, i punti di forza e le virtù e l’autorealizzazione con ottimismo. Il benessere emotivo è la cosa più vicina alla felicità e la felicità è caratterizzata dall'esperienza di emozioni positive. Il benessere si costruisce e per questo può essere appreso.

In conclusione, l’educazione emozionale ha come obiettivo lo sviluppo di competenze emotive che quando si mettono in pratica con eccellenza contribuiscono significativamente a migliorare la convivenza, le prestazioni e la costruzione del benessere personale e sociale.  



Riferimenti:

Bisquerra, R., y Pérez Escoda, N. (2007). Las competencias emocionales. Educación XX1, 10, 61-82.

Bisquerra, R., y Mateo, A., (2019). Competencias emocionales para un cambio de paradigma en educación. Barcelona: Horsori.




Pillars of emotional education